Circular Flow (Input e Output dei Materiali)
Questo indicatore misura la circolarità nell’uso delle risorse, premiando lo sforzo di ridurre al minimo l’impiego di materiali non rinnovabili e la produzione di rifiuti. Il processo analizza e classifica i materiali impiegati in quattro categorie principali:
- Materiale rinnovabile: risorse naturali che possono rigenerarsi nel tempo;
- Materiale da riutilizzo: componenti che possono essere recuperati e reimpiegati senza trasformazioni significative;
- Materiale da riciclo: materiali sottoposti a processi di riciclo per ottenere nuove materie prime;
- Materiale vergine: risorse primarie estratte per la produzione.
Energy (Input e Output Energetici)
Per garantire una gestione efficiente e omogenea tra materiale ed energia, il modello utilizzato riconduce le quantità di energia impiegate a quelle di materiali che le hanno generate, in base alla
fonte utilizzata. Questo indicatore considera:
- La tipologia di energia impiegata, distinguendo tra fonti rinnovabili e non rinnovabili;
- La quantità di energia consumata, valutata lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.
Circular Use (Utilizzo e Modelli di Uso)
Questo indicatore valuta le soluzioni adottate per massimizzare l’efficienza di utilizzo di un asset. Un elevato livello di circolarità si traduce in un impiego più efficiente delle risorse: ad esempio, un bene condiviso da più utenti riduce la necessità di produzione di nuove unità, dimezzando così il fabbisogno di materiali rispetto al possesso individuale.
Piano di Circolarità: Una Strategia per l’Economia Circolare
L’Unione Europea ha introdotto un
Piano d’Azione per l’Economia Circolare nel marzo 2020, con l’obiettivo di accelerare la transizione ecologica e garantire un futuro più sostenibile. Questo piano rientra all’interno del
Green Deal Europeo, che punta a ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 e a raggiungere la
neutralità carbonica entro il 2050.
Le aziende sono chiamate a rispettare una serie di obblighi in tal senso, tra cui la
riduzione del conferimento in discarica a partire dal 2030. Inoltre, il Piano di Circolarità assume un ruolo chiave negli strumenti di rendicontazione della sostenibilità, fornendo un quadro chiaro degli impegni dell’azienda nel settore ambientale.
Struttura del Piano di Circolarità
Il piano segue un ciclo produttivo ottimizzato:
- Estrazione delle materie prime;
- Trasformazione delle risorse;
- Design del prodotto con criteri di sostenibilità;
- Manifattura attraverso processi industriali innovativi;
- Distribuzione con modelli logistici efficienti;
- Uso prolungato e condiviso dei prodotti;
- Fine Vita, con gestione responsabile del prodotto.
Dal punto di vista della circolarità, il ciclo può prevedere soluzioni alternative al conferimento in discarica, come:
- Riciclo, per trasformare il prodotto in una nuova risorsa;
- Ricostruzione, per reintegrare componenti nei processi di produzione;
- Riutilizzo, per estendere la vita utile degli asset;
- Riparazione, per prolungare l’uso prima dello smaltimento.
Le aziende devono adottare una strategia basata su quattro pilastri fondamentali:
- Prevenzione dei rifiuti;
- Promozione del riuso;
- Sviluppo del riciclo;
- Potenziamento dei mercati dei materiali secondari.